Acqua e calcolosi

Il ruolo estremamente significativo che l’acqua svolge nella prevenzione e nel trattamento dei calcoli delle vie urinarie rappresenta nella letteratura medico scientifica un dato ormai acquisito e largamente condiviso.
Risulta, infatti, accertato che un alto contenuto di residuo fisso, tipicamente riscontrabile nelle acque cosiddette “dure”, ovvero ricche di sali alcalini, specialmente calcio e magnesio, costituisce un elemento che può concorrere all’insorgenza di patologie renali.
La maggior parte dei calcoli renali è composta da “ossalato di calcio”, nella forma pura o associata a fosfato di calcio, la cui formazione è generalmente causata da un aumento della concentrazione di calcio nelle urine provocato da fattori esterni, quali una dieta – solida e liquida – troppo ricca di calcio o, al contrario, povera di liquidi, senza che sia presente una patologia scatenante.
Una raccomandazione generale valevole per tutte le persone già affette da tale disturbo, o esposte al rischio di soffrirne, consiste nel seguire alcuni accorgimenti dietetici dimostratisi alquanto efficaci nel ridurre le recidive così come le nuove insorgenze. La misura più importante da adottare in fatto di dieta è quella di assumere un adeguato volume di liquidi, introducendo nell’organismo preferibilmente acque a ridotto contenuto di calcio.
Bere acqua a basso contenuto di residuo fisso aiuta nel trattamento della patologia renale e previene l’insorgenza dei calcoli: • diluendo il contenuto di sali minerali presenti nelle urine, prevenendo così il rischio di costipazione granulare all’origine dei calcoli; • rendendo alcaline le urine ed alleviando eventuali coliche associate alle patologie renali.
La prevenzione naturale della calcolosi passa, quindi, anche attraverso la quantità e la qualità dell’acqua immessa nel nostro corpo. A360° può contribuire all’opera di prevenzione quotidiana con una gamma di impianti e di servizi di consulenza e assistenza in tema di depurazione e potabilizzazione delle acque.