La plastica è nociva ma “avvolge” la nostra vita. Dalle bottiglie alle lattine, ai contenitori dove conserviamo il nostro cibo, dagli utensili da cucina al packaging dei prodotti surgelati, merendine, salumi e insalate. Negli ultimi sessant’anni la plastica ha rivoluzionato la nostra vita contenendo tutto.

Sono tanti i tipi di plastica usati, morbida, dura, colorata, trasparente e per realizzarle occorrono circa 885 sostanze tra plastificanti, antiossidanti, solventi . È risaputo che piccole dosi reputate tossiche, di questi elementi, vengono rilasciate nel cibo. Esse sono regolamentate dall’unione europea, così che quando si scopre una molecola nociva possa venire prontamente sostituita. Di alcune sostanze, contenute nella plastica, si conosce anche la dose massima giornaliera tollerabile per il nostro corpo, ma è pure vero che la norma europea non contempla la somma di tutto quello che, a fine giornata ingeriamo. Sostanze che possono risultare cancerogene oltre a provocare disturbi al nostro sistema endocrino.

 

Le bottiglie d’acqua comunemente usate sono realizzate in Pet (Polietilenterefotolato) materiale resistete e impermeabile ai gas che si presenta in origine sotto forma di granuli poi fusi e trasformati in provette, inserite poi in dei forni ad altissima temperatura per diventare più malleabili, in modo da venire in seguito soffiate e trasformate in bottiglie. Questo passaggio nei forni può far rilasciare, secondo studi e ricerche condotte, sostanza nocive che possono alterarsi poi con le differenze di temperatura e con il passare del tempo. Un altro aspetto da non tralasciare sono i packaging dei prodotti alimentari. Confezioni colorate e accattivanti ma gli inchiostri usati possono anch’essi migrare negli alimenti, solo che si sa poco della composizione di questi coloranti. Si, evidenzia che ci sono troppi buchi nei controlli, le aziende non hanno laboratori per eseguire accurate analisi e sempre più spesso portano fuori gli elementi per essere esaminati; ciò comporta che su tonnellate di materiale si effettuano solo uno due controlli l’anno.

Sostanze contenute nella plastica come i Ftalti, secondo ricerche effettuate sui ratti, possono generare nelle donne tumori al seno, oltre a recare possibili alterazioni nei feti durante la gravidanza e negli uomini infertilità. Nella plastica compaiono anche i Pifas, polveri bianche che trattate diventano cera e rendendo impermeabile i packaging del burro, delle merendine, di popcorn e snak, riconosciute come altamente nociva per il nostro corpo e usati spesso anche negli abiti o nell’arredamento. Altri elementi, come la Formaldeide, già dal 1976 etichettata come pericoloso, o il Bisfenolo A, contenuto nella resina che riveste le scatolette di latta di molti alimenti e bandito nei prodotti per l’infanzia, sono costantemente controllate dall’autorità europea.

 

Dalla colazione alla cena passando per gli spuntini e per il caffè caldo bevuto nel bicchierino di plastica, il nostro colpo è esposto al pericolo della migrazione delle sostanze tossiche. Per capire se questa situazione possa davvero degenerare, diventando rischiosa abbiamo contattato il tossicologo dottor Maurizio Sorbello che ha affermato «Il rischio esiste, è risaputo che la plastica contiene sostanze nocive e che l’esposizione ad alterazione della temperatura cosi come il passare del tempo può far effettuare questi processi migrativi. Noi però ci sentiamo protetti dai controlli che l’Autorità Europea effettua e ci atteniamo sui limiti da loro imposti, come dosi tollerabili giornaliere nell’individuo».